TALES: Inizia l'avventura
Una nuova collana di "bookazine" edita da ITOMI.studio in collaborazione con InnTale dove ho continuato a sperimentare questa strana combinazione tra magazine e libro.
TALES.01, il primo volume di una nuova collana, andrà in stampa la prossima settimana e mentre riguardo l’impaginato non posso che esserne molto contento: dopo EPIC, PIXEL e IRIDE, questa quarta collana di “bookazine” quadrate che pubblico con ITOMI.studio continua a portare avanti la mia idea di editoria per persone curiose.
Un formato “strano”, che ha la forma di un libro di pregio, con copertina cartonata, dorso quadro, capitelli, rilegato a filo refe e pagine estremamente “pesanti”, addirittura da 170 grammi.
Un oggetto che si presenta come un classico coffee table book insomma, ma che ha al suo interno una impaginazione e una linea editoriale da magazine: tanta grafica, foto, illustrazioni, grafici e testi in colonne su una griglia rigida, per presentare articoli brevi da gustarsi anche aprendo il libro a caso.
Un modo di scoprire cose, l’ho già scritto tante volte, ispirato dalla vecchia enciclopedia “I Quindici” che tanto ho adorato da bambino e che mi permetteva, appunto, di scoprire cose semplicemente aprendola a caso e leggendo poche pagine alla volta.
Un modo di approcciarsi ad un libro credo molto attuale, che non ti obbliga a lunghe sessioni di lettura, ma ti avvicina grazie a piccole dosi di testi interessanti, impaginati in maniera accattivante: le informazioni non sono mai solo nel testo, ma ti arrivano dal complesso visivo, che sia una bella illustrazione, una infografica, una foto esplicativa, una mappa che localizza la situazione descritta, etc.
Se per EPIC e PIXEL mi sono occupato interamente dell’impaginazione, per IRIDE e TALES ho iniziato a collaborare con un bravo grafico che è anche un bravo illustratore (combinazione più unica che rara) e la somma delle mie abilità con le sue è direi esplosiva.
Nicolò Rigobello è stato in grado di prendere in mano le pagine mastro in cui ho impostato gli stilemi del libro (griglia, colori, elementi grafici principali, stili dei testi, dei titoli, delle foto, etc…) e di sviluppare ogni pagina aggiungendo sue illustrazioni e variazioni sul tema: EPIC, PIXEL, IRIDE e TALES hanno stili divesi, ma, come tutti i miei libri, sono riconducibili ad un’unica mano.
Il lavoro su ogni libro è così organizzato: per prima cosa creo su Affinity le pagine mastro, impaginando dei testi finti e creando ogni elemento principale del libro. È un lavoro lungo che parte sempre dagli stessi elementi, ma che cerca ogni volta di trovare nuove idee e stili, che siano sì adatti all’argomento, ma anche adattabili alle diverse possibilità di trattamento. Poi passo questo file a Nicolò che si occupa dell’impaginazione degli articoli veri e propri, della ricerca e raccolta delle immagini e foto adatte e dell’aggiunta di eventuali illustrazioni a tema.
È un lavoro lungo e per niente facile: impaginare a modo mio ogni spread di un libro di 144 pagine, come se fosse una rivista e non un semplice romanzo, è una bella impresa.
Finita questa fase il file torna a me e lo vado a “chiudere” riprendendo in mano tutto: aggiungo, modifico, correggo. Impaginare è la mia attività preferita e l’unica cosa difficile in questa fase è decidere quando fermarsi.
Ho uno strano stile, un mix tra l’ordine di Vignelli, che applico utilizzando griglie rigide ed elementi grafici strutturati, e il caos di David Carson, che omaggio quando posso con stilemi più organici e scheumorfici, tipografia più sperimentale e contrasti forti tra gli elementi.
TALES è sicuramente la collana più “Carson” tra quelle che ho pubblicato fino ad ora. Non ho mai davvero esagerato, ho comunque un mio pallino per la leggibilità e non potrei mai in questi libri spingermi dove si è spinto il genio di David Carson, ma credo comunque di aver raggiunto un buon equilibrio estetico.
Il formato che ho ideato è incredibilmente adattabile a qualunque argomento e continuerò a portare avanti questa idea nei prossimi anni pubblicando sempre nuove collane e nuovi volumi. Ogni nuova collana è una sfida, ma anche ogni nuovo volume è per me interessante graficamente parlando: penso ai primi esperimenti su EPIC e PIXEL e poi agli azzardi più spinti in IRIDE.
Se il primo volume di IRIDE era impaginato come fosse il diario di un esploratore di inizio Novecento, visto che il volume trattava appunto le grandi esplorazioni, già pregusto il cambio di stile che attueremo con il secondo volume che invece tratterà tre incredibili storie di Hollywood (ora in preordine: IRIDE.02 - Hollywood Oscura)




Concludo con una piccola sorpresa per chi ha preordinato il libro: oltre ai contenuti già annunciati, abbiamo aggiunto all’ultimo anche una intera avventura scritta da Luca Occhi che verrà poi giocata live prossimanete da InnTale. Abbiamo dovuto adattare lo stile di impaginazione a questo tipo di contenuto, ma, come vedrete, il tutto si amalgama benone all’interno del libro e sicuramente i master la fuori saranno contenti di questa aggiunta.
Vi lascio includendo qui sotto l’introduzione di Luca Occhi a TALES.01, libro che sono certo vi piacerà moltissimo e che è ora disponibile su ITOMI.SHOP (ordina ora: TALES.01)
Introduzione a TALES.01
di Luca “Eyes” Occhi
Il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco. Infinite diramazioni, scelte prese di fretta, altre prese dietro un pesante ragionamento magari durato anni. Ma una cosa è certa: quando viene fatta una scelta, per la persona che la compie, l’altra diramazione diventa solo una possibilità immaginata.
Come sarebbe andata se quel giorno, invece di essermi licenziato da lavoro, avessi stretto i denti e fossi rimasto in azienda? Oggi questo genere di idee vengono chiamati “what if…”, una volta “sliding doors”. In tutti i casi l’uomo si è sempre posto questa domanda sin dall’alba dei tempi.
Il gioco di ruolo è l’apoteosi di questo concetto. Contrariamente ai film, ai videogiochi o ai libri, le storie raccontate nel gioco di ruolo sono virtualmente infinite. un gruppo di persone attorno un tavolo già sono capaci di creare miliardi di possibilità, quando poi ci si aggiunge un sistema che ti permette di tirare dadi, pescare le carte, o chissà cosa altro si sono inventati, è oggettivamente impossibile prevedere cosa potrebbe succedere.
Ed è per questo che ho imparato a non fidarmi dei master che dicono “Ma io sono già come finirà la mia campagna”.
InnTale nasce con questo scopo: imbrigliare questo caos, domarlo e dirigerlo verso una singola direzione: raccontare una storia. Ed è per questo che quando con Itomi ci siamo trovati abbiamo pensato che il modo migliore per creare il libro che tenete in mano fosse raccontare storie. Ognuno di noi, te compreso caro il mio amico lettore, ne ha tantissime da raccontare: a volte nemmeno te ne rendi conto.
Pensaci. Quella sera in cui un tiro di dado sbagliato ha trasformato una missione tranquilla in un disastro su cui ridi ancora adesso. Il personaggio a cui ti eri affezionato, perso per una tua decisione avventata, che ti porti dietro come se fosse esistito davvero. O il momento in cui il gruppo ha fatto una scelta che nemmeno il master aveva previsto, e per un istante nessuno al tavolo ha respirato. Sono storie. Sono le tue storie, anche se non le hai mai chiamate così.
Dentro TALES troverai alcune di queste storie, chi ha raccontato della sua prima volta a giocare di ruolo, chi adora i mostri e le loro sfaccettature, chi pesca dai videogiochi e chi invece pensa che attorno a quel tavolo ci sia un’aura mistica non palpabile. C’è chi vive di ruolo, sempre, c’è chi vuole solo farvi vivere un’avventura. Te lo confesso: quando abbiamo messo insieme questi autori, io non sono riuscito a stare a guardare. Tra le dieci storie che stai per leggere ce n’è una mia. Comincia con un motociclista e un rudere (Nota: io sono il motociclista, anche se a volte mi sento il rudere), e per ora non ti dico altro. Ti dico solo che è una di quelle storie che credevo di aver dimenticato, e che invece era lì ad aspettare il momento giusto per uscire. È successo a tutti gli autori di questo libro: gli abbiamo chiesto un racconto e ci hanno restituito un pezzo di vita, vissuta o giocata che fosse. Forse è questa la cosa più bella del gioco di ruolo. A un certo punto smetti di distinguere le due e racconti tutto quello che hai dentro.
Ed è esattamente questo che abbiamo provato a fare con queste pagine: prendere quel caos di cui ti parlavo all’inizio e fissarlo su carta prima che svanisca, come svaniscono tutte le diramazioni che non scegliamo. Perché una storia vissuta intorno a un tavolo ha un difetto: esiste solo per chi c’era. Se nessuno la racconta, muore lì.
Non so quale sarà la tua preferita, tra queste. Non so nemmeno quale sia la mia, cambia a seconda dei giorni. Ma una cosa la so: mentre leggi, a un certo punto ti tornerà in mente qualcosa successo al tuo tavolo, una di quelle che avevi dimenticato. Quando capita, fermati un secondo e raccontala a qualcuno. Funziona così da sempre, da molto prima dei dadi e delle schede.
Adesso siediti. Domandati perchè hai dovuto leggere questa introduzione da in piedi.
Tira iniziativa e goditi il viaggio.
(ordina ora: TALES.01)












